Ginkgo
biloba
Ginkgo biloba L. 1771 - unica specie arborea non estinta delle Ginkgoaceae
(Engler 1897), famiglia delle Ginkgoales (Engler 1898), unico ordine
della divisione delle Ginkgophyta.
La
pianta, originaria della Cina, viene chiamata volgarmente ginko o ginco.
Il
nome del genere Ginkgo (E. Kaempfer 1712), deriverebbe dal
cinese ( yin «argento» e xìng
«albicocca»; yinxìng «albicocca
d'argento») che per un'errata trascrizione della forma giapponese ginkyō
( da parte di un botanico tedesco (Engelbert Kaempfer) ha mutato la lettera y
in g.
Il
nome della specie (biloba) deriva invece dal latino bis e lobus
con riferimento alla divisione in due lobi delle foglie.
Portamento
È
una pianta arborea che raggiunge un'altezza di 30-40 m, chioma larga fino
a 9 m, piramidale nelle giovani piante e ovale negli esemplari più vecchi,
tronco poco ramificato ma con numerosi tronchi laterali, branche principali
asimmetriche inclinate di 45°, legno di colore giallo. L' albero è molto
ramificato, i rami principali (Macroblasti) portano numerosi rametti più corti
(Brachiblasti) sui quali si inseriscono le foglie e le strutture fertili.
Corteccia
Colore
grigio-brunastro o marrone,
Foglie
Ha
foglie decidue, di 5-8 cm, lungamente picciolate a lamina di colore verde
chiaro, che in autunno assumono una colorazione giallo vivo molto decorativa,
dalla forma triangolare o romboidale, leggermente biloba, e percorsa da un
numero elevato di nervature dicotome disposte a ventaglio
Fiori
È
una pianta dioica con fiori maschili simili alle antere delle angiosperme,
portati a coppie su peduncoli disposti a spirale in amenti penduli caduchi; i
fiori femminili, con due ovuli che nel corso dello sviluppo si riducono a uno,
portati all'estremità di un lungo peduncolo isolato, la fioritura è
primaverile. La fecondazione avviene con grossi spermatozoidi. Tra
impollinazione e fecondazione intercorrono alcuni mesi e parte dei semi cade
non ancora fecondato.
Frutti
Il
Ginkgo "femmina" presenta corpi fruttiferi simili ad una grossa
ciliegia o una piccola susina di colore giallo, con odore sgradevole a
maturità, che contengono una mandorla commestibile dopo la torrefazione.
Diffusione
È
originaria della Cina, nella quale sono stati rinvenuti fossili che risalgono
all'era mesozoica. Un tempo pianta spontanea, sopravvive solo grazie alla
coltivazione da parte dei monaci, adesso è ubiquaria.
Uso
- Molto utilizzata
come pianta ornamentale in parchi, viali e giardini delle metropoli più
inquinate grazie alla notevole resistenza agli agenti inquinanti, viene
usata anche per creare cortine frangivento o nei giardini in gruppi
isolati.
- Viene coltivata
industrialmente in Europa, Giappone, Corea e Stati Uniti per l'utilizzo
medicinale delle sue foglie
- Il legno giallastro
viene usato per la costruzione di mobili, lavori di tornio e intaglio
Metodi di coltivazione
Preferisce
posizione soleggiata, clima fresco, inverni non troppo rigidi, richiede terreno
acido.
La
moltiplicazione avviene generalmente per margotta
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