Schinus falso pepe
Schinus L. 1753 - genere delle
Anacardiaceae Lindl., originario delle regioni calde dell'America
centromeridionale e della California, introdotto in Europa nel XVI° sec. come
pianta ornamentale, comprende circa 30 specie di alberi o arbusti alti fino a
12 m, noto volgarmente col nome di Albero del mastice, il nome deriva
dal greco schinos (= lentisco).
Le specie più conosciute sono lo S. molle o Falso pepe, albero
sempreverde di grandi dimensioni 8-10 m, originario del Perù, con chioma tondeggiante
e rami ricadenti, le foglie coriacee, di colore verde chiaro, sono composte,
imparipennate, con numerose foglioline lanceolate, dal margine liscio o
seghettato, con fioritura estiva bianco-giallastra, con i fiori riuniti in
pannocchie pendenti, e fruttificazione autunnale con piccole drupe aromatiche
di colore rosa-rossastro, riunite a grappolo; e lo S. terebinthifolius o
Pepe rosa, originario del Sud America, piccolo albero sempreverde alto
fino a 7 m, con un corto tronco, chioma densa con foglie aromatiche, composte,
formate da 7-13 foglioline, ellittico-ovate, di colore verde, con margine
liscio o seghettato, specie dioica ha numerosissimi piccoli fiori bianchi o
giallo-verdastri, riuniti in racemi ascellari o terminali, che fioriscono in
maggio-giugno, i frutti sono bacche aromatiche riunite a grappolo.
Uso
- Come pianta
ornamentale, per la bellezza del fogliame e la ricca e lieve fioritura che
ricorda quella delle mimose, nei viali, parchi, e grandi giardini
- I frutti dal sapore
aromatico, vengono utilizzati come succedanei del pepe, con l'accortezza
di moderarne la quantità in quanto contengono sostanze potenzialmente
tossiche
- Per le proprietà
medicinali
Metodi di coltivazione
Molto
coltivato nelle zone più calde dell'Italia, dove a volte si trova
rinselvatichito, non sopporta temperature inferiori ai -7 C°, vuole esposizione
in pieno sole, posizione riparata dai venti freddi, terreno permeabile e
profondo, anche se si adatta a qualunque tipo di terreno purché ben drenato e
concimato, frequenti concimazioni e irrigazioni estive nei primi anni
dall'impianto, la potatura si rende necessaria per ottenere una forma compatta
della chioma, e per eliminare i rami secchi e danneggiati.
Si
moltiplica con la semina autunnale in terrine e trapianto nella primavera
successiva, o più raramente per talea.
Avversità
- In terreni con
ristagni idrici si verificano marciumi nelle giovani piante
Sporadici
attacchi di insetti fitofagi possono compromettere la vegetazione e la
fioritura
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