Acero
Il
genere Acer appartiene alla famiglia delle Aceraceae e comprende
oltre 200 specie spontanee o originarie della Cina , Giappone e Nord America.
Descrizione
Si
tratta di alberi e arbusti di altezza da 1 a 30 m; generalmente le foglie
decidue hanno 5 lobi, in alcune specie sono in numero maggiore come l'A.
circinatum che ne ha 7 o 9, o minore come l'A. monspessulanum che ne
ha solo 3.
Diffusione
L'acero
cresce nelle zone montane e submontane e nei cedui misti, nelle zone
fitoclimatiche del Lauretum Castanetum
e Fagetum (0-1500 metri).
Alcune specie
Le
varietà coltivate come piante ornamentali, per l'elegante portamento e il
fogliame variegato e vivamente colorato, nei giardini e nei viali sono l'A. negando
con foglie imparipennate e l'A.
japonicum; mentre per la coltivazione in vaso su terrazzi sono da preferire
le varietà e gli ibridi a sviluppo limitato dell'A. japonicum e dell'A.
palmatum con foglie palmate più o meno profondamente incise dal colore
giallo o rosso. A. saccharum ed A. nigrum sono coltivati in Canada
ed in parti degli Stati Uniti per la produzione dello sciroppo d'acero.
Altre
specie di Acer vengono utilizzate nell'Arboricoltura da legno e in Silvicoltura
per la produzione di legname, comprendendo specie spontanee o esotiche,
ricordiamo: l'A. campestre, l'A. monspessulanum, l'A. opalus,
l'A. pseudoplatanus, l'A. platanoides. Le specie adatte alla
formazione di Bonsai sono l'Acero tridente (A. burgerianum) e l'Acero
giapponese (A. palmatum) .
Coltivazione
Le
specie ornamentali sono generalmente molto delicate, esigono ambienti non
troppo secchi posizione riparata dai raggi solari estivi e dai venti dominanti,
resistono bene alle gelate, richiedono terriccio fresco ben drenato, fertile
non calcareo. La moltiplicazione avviene per talea o per innesto su soggetti
ottenuti dalla semina.
Avversità
Aleurodide
dell'Acero - gli adulti e le neanidi del genere Aleurodes
attaccano la pagina inferiore delle foglie dell'A. Platanoides senza
provocare danni rilevanti.
Cocciniglia
elmetto - femmine e neanidi di Ceroplastes japonicus attaccano foglie e rametti, con ingiallimenti
fogliari, produzione di melata e filloptosi.
Afidi
degli aceri:
Adulti
di Periphyllus acericola infestano l'A. pseudoplatanus e l'A.
monspessulanum attaccando la pagina inferiore delle foglie con forte
produzione di melata.
Adulti di Periphyllus lyropictus infestano l'A.
pseudoplatanus, l'A. Platanoides, l'A. Saccharinum, l'A. Rubrum, l'A.
Tataricum e l'A. campestre, attaccando la pagina inferiore delle
foglie con forte produzione di melata.
Adulti
di Periphyllus testudinaceus infestano tutte le spacie di Acero,
attaccando la pagina inferiore delle foglie, i piccioli e i germogli, senza
grossi danni ma con forte produzione di melata.
Cicalina - gli
adulti di Empoasca decedens attaccano la pagina inferiore delle foglie
con punture che lasciano delle macchie bianco-giallastre che nel tempo
diventano rossastre, le cicaline possono essere vettori di virus e fitoplasmi.
Lecanidi - le
femmine e le neanidi di Phartenolecanium persicae attaccano foglie e
rami, avvolgendole in un manicotto con produzione abbondante di melata.
Eupulvinaria - le
femmine e le neanidi di Eupulvinaria Hydrangeae infestano in special
modo le specie A. platanoides e A. negundo attaccando le foglie
coprendone quasi totalmente la suoerfice e provocandone il disseccamento e la
caduta.
Metcalfa - le
neanidi di Metcalfa Pruinosa introdotto in Italia dall'America nel 1979
attaccano le nervature della pagina inferiore della foglia, con produzione
abbondante di melata e secrezioni cerose biancastre.
Pulvinaria - femmine
e neanidi di Pulvinaria vitis attaccano la pagina inferiore della
foglie, normalmente senza provocare grossi danni.
Rodilegno
rosso - Le larve di Cossus Cossus scavano gallerie sotto
la corteccia prima nella zona del cambio poi nell'alburno
attaccando la parte inferiore del tronco, con deperimento anche delle piante
adulte, segno evidente della presenza del parassita è la fuoriuscita di rosura
rossastra dai fori esterni delle gallerie.
Limantria - gli
attacchi sono portati dalle larve polifaghe di Lymantria dispar che
possono se in gran numero defogliare completamente la chioma delle piante
infestate.
Falena
brumale - le larve di Operophthera brumata attaccano le
gemme prossime alla schiusa, i fiori, i giovani germogli e le parti
internervali delle foglie, divorandole e perforandole, provocando gravi
lesioni.
Minatrice
fogliare - le larve di Caloptilia Hemidactylella attaccano
le foglie dell'A. campestre e dell'A. pseudoplatanus scavando
delle mine e alla fuoriuscita ripiegando verso il basso il lembo fogliare,
senza provocare danni ingenti.
Nottua
dell'Acero - le larve di Acronicta aceris attaccano le foglie
erodendone il lembo, senza provocare grossi danni.
Maggiolino - gli
adulti di Melolontha hippocastani e Melolontha melolontha si
nutrono delle foglie, mentre le larve si nutrono delle radici, potendo
provocare se in numero elevato notevoli danni.
Morimo
scabroso - i danni sono causati dalla larve di Morimus asper
che scavano delle gallerie sotto la corteccia e penetrano nell'alburno, con
danni oltre che fisiologici anche economici per il deprezzamento del legname.
Sigaraio - gli
adulti del curculionide Byctiscus betulae che si nutrono di gemme, foglie
e giovani germogli; formano con una o due foglie, arrotolate con incisioni del
picciolo, dei sigari al cui interno avviene l'ovideposizione.
Acari:
Eriofide
dell'Acero - gli acari del genere Artacris provocano tipiche
bollosità fogliari, con formazione di piccole galle rossastre, provocando
rugosità e deformazione fogliare e a volte filloptosi; la specie Artacris
macrorhyncus attacca l'A. campestre mentre l'Artacris cephaloneus
preferisce l'A. pseudoplatanus.
Ragnetto
giallo - l'acaro Eotetranychus tiliarus attacca le foglie
che presentano puntini giallastri che estendendosi interessano tutto il lembo
fogliare, con necrosi, disseccamento e caduta precoce delle foglie.
Ragnetto
rosso - gli acari della specie Tetranychus urticae attaccano
le foglie con le punture e producono una tela sericea che ricopre la lamina
fogliare e i germogli.
Marciume
radicale - causato da Armillaria mellea i cui sintomi sono
la crescita stentata della vegetazione e clorosi fogliare, le radici maggiori e
parte del colletto assumono un colore bruno scuro, sotto la corteccia si
formano placche di colore crema, con un forte odore di fungo; nel tempo al
piede della pianta infettata fuoriescono gruppi ravvicinati di corpi fruttiferi
volgarmente noti come chiodini o famigliole.
Mal
bianco - causato da Phylloctinia suffulta e Uncinula
aceris, si manifesta inizialmente sulla pagina superiore della foglia con
macchie traslucide, che si ricoprono successivamente di una muffa bianca; le
parti infette necrotizzano fino al disseccamento e caduta della foglia.
Croste
nere - causate da Rhytisma acerinum e Melasmia
acerina, colpisce soprattutto le specie A. pseudoplatanus e A.
campestris d'estate, sulla pagina superiore delle foglie, compaiono macchie
tondeggianti brunastre contornate da un alone giallastro punteggiate di
macchioline nere che confluendo tra loro formano tacche nere, nella pagina
inferiore le macchie sono più chiare senza macchie nerastre, successivamente le
foglie imbruniscono, disseccano e cadono.
Cancro
rameale - causato da Septogloeum Hartigianum infetta
soprattutto le specie A. campestris e A. negundo,attaccando i giovani
germogli e i rametti attraverso micro lesioni, e sviluppando l'anno successivo
la lesione cancerosa, che dissecca il rametto colpito.
Tracheomicosi -
causata da Verticillium dahliae che attacca l'apparato conduttore () compromettendone il
funzionamento con conseguente avvizzimento e disseccamento di parte o di tutta
la chioma con porzioni necrotizzate, verdastre o brunastre, del legno.
Antracnosi causata
da Gloeosporium apocryptum, Cylindrosporium platanoidis, Apignomonia
errabonda e Didymosporium aceris che colpiscono la lamina fogliare con tacche irregolari e
tondeggianti bruno-rossastro che confluendo necrotizzano e iteressano tutta la
foglia che dissecca.
Tumore batterico -
causato da Agrobacterium tumefaciens, attacca le radici e il colletto
della pianta inizialmente con piccole prominenze brunastre tondeggianti sparse,
che rapidamente crescono sino a 20 cm di diametro con conseguente rallentamento
vegetativo e clorosi fogliare.
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