I bonsai si possono ottenere con i seguenti metodi:
- da seme
- da talea
- da margotta
- da piante da vivaio
- da piante raccolte in
natura
- da "pre bonsai"
- da bonsai già formati
Ottenimento
da seme
È il metodo forse più naturale. La semina può avvenire in primavera o in
tarda estate-autunno, a seconda delle specie. Per alcuni semi è necessaria la
stratificazione: si devono tenere in inverno in mezzo a della sabbia al freddo,
poi si piantano a primavera. Il terreno ideale per la germinazione è composto da
un 50% di sabbia e da un 50% di terra o torba. I semi vanno piantati in un vaso
o una bacinella forati sul fondo per favorire il drenaggio. Il vaso va coperto
con del vetro o plexiglas trasparente fino alla germogliazione. Questa tecnica
"raffinata" dovrebbe conseguire ottimi risultati. In alternativa si
può evitare di coprire il vaso e lasciare fare tutto a madre natura. Partire da
seme è un metodo che richiede molta pazienza: ci vogliono dai 5 ai 7 anni prima
di poter avere un bonsai discreto; l'altra faccia della medaglia è che consente
di avere piante molto belle, perché si possono impostare fin da giovani
seguendo il gusto del bonsaista.
Ottenimento
da talea
È un metodo più veloce rispetto alla semina. Le talee possono essere
semi-legnose o legnose.
Nel primo caso, il periodo migliore per la radicazione è a metà estate
(giugno-luglio) perché le talee, per radicare necessitano di calore al piede e
costante umidità sulle foglie. Si prende un ramo giovane tagliandolo
nettamente, con un coltellino ben affilato, all'altezza di un internodo
fogliare, o lasciando un talloncino di corteccia del ramo da cui viene
prelevata la talea. Lo si priva di tutte le foglie tranne le due più in cima,
poi si taglia la base del ramo a 45 gradi o si lascia il talloncino di corteccia,
lo si immerge in una soluzione di ormoni radicanti e lo si pianta nel terreno
leggermente inclinato. Il terreno deve essere ben drenante e soffice per
agevolare lo sviluppo delle radici: un misto di terriccio e sabbia. La talea va
posta al riparo dai raggi diretti del sole e dal vento. Per agevolare la
radicazione si coprono i vasetti contenenti le talee con carta trasparente o
sacchetti di plastica sorretti da sostegni metallici; questo per mantenere
l'umidità nell'ambiente di radicazione. Si innaffia per aspersione quando il
terreno è quasi asciutto. Se tutto va bene nel giro di qualche settimana
dovrebbero spuntare delle nuove foglie: a questo punto è bene far prendere un
po' di sole alla talea, ma non troppo. Se il vaso è troppo piccolo è utile trapiantare
in un vaso più grande nel giro di un paio di mesi, altrimenti lasciate la
piantina nello stesso vaso fino alla primavera successiva.
Per le talee legnose si procede in autunno con i rami ormai già ingrossati e
lignificati: il procedimento è identico al precedente: bisognerà solo far
attenzione a proteggere le radici dal gelo invernale. Il metodo della talea è
più veloce rispetto a quello da seme, ma non ha sempre un'alta percentuale di
successo; inoltre non tutte le specie si propagano bene per talea, ad esempio
la maggior parte di conifere e resinose, ad esclusione dei ginepri che ben si
prestano per il tipo di riproduzione.
Ottenimento
da margotta
La margotta è un metodo molto rapido per ottenere un bonsai quasi fatto, ma
richiede una certa tecnica. Bisogna innanzitutto scegliere un ramo che abbia
già una forma interessante, bonsaisticamente parlando, al quale applicare la
tecnica che permette di far crescere le radici al ramo. Una volta che saranno
apparse le radici, si taglierà il ramo dalla pianta e si rinvaserà, ottenendo
così un nuovo alberello. La margotta può essere effettuata in vari modi. Il
primo consiste nell'incidere il ramo fino al cambio con un filo di rame o di
ferro e spalmarvi sopra degli ormoni radicanti. Questa incisione va poi coperta
con una "caramella" composta da sfagno bagnato avvolto in un telo di
plastica. È bene stringere saldamente le estremità della caramella per non far
passare aria. Fatto questo non rimarrà che aspettare, mantenendo umido lo
sfagno con iniezioni d'acqua, che spuntino le radici. Il tempo di radicazione
varia da specie a specie, ma di solito si aggira sui 2 o 3 mesi. A questo punto
si separerà il ramo dalla pianta tagliando sotto le radici e si metterà il ramo
in un vaso, sempre con terreno soffice e drenante. Se si ritiene che il ramo
abbia troppe foglie è bene tagliarne un po' per non affaticare le giovani
radici. È bene tenere la nuova pianta al riparo dal sole e dal vento per almeno
un mese.
Un altro metodo consiste nello scortecciare completamente una parte di ramo
alta circa una volta e mezzo il diametro del ramo, spargere con ormoni e
coprire con la caramella di sfagno e aspettare. Un ulteriore metodo, denominato
propaggine non richiede la caramella, dato che il ramo viene posto nel terreno
dopo essere stato scortecciato, spalmato di ormoni e ricoperto con la terra.
Una volta che ha radicato, lo si separa dalla pianta madre.
La tecnica della margotta si applica ad aprile-maggio, preferibilmente
maggio, quando la pianta è nel pieno della spinta vegetativa. Questa tecnica è
molto usata perché permette di ottenere buoni risultati e se il ramo non emette
radici, cicatrizza e non viene perso, ma si può riprovare l'anno successivo. La
margotta è utilizzata, inoltre, non solo per ottenere nuove piante, ma anche
per eliminare inestetismi dai bonsai: si può applicarla al tronco per abbassare
una pianta troppo alta o per migliorare la forma delle radici (nebari).
Attenzione però: non tutte le specie possono essere margottate: il pino per
esempio richiede fino a 2 anni per emettere radici, la margotta risulta così
praticamente impossibile.
Ottenimento
da piante da vivaio
I vivai permettono di reperire del materiale a prezzi accessibili, anche se
non è sempre possibile trovare materiale adatto, perché le piante da vivaio non
hanno le caratteristiche dei bonsai: sono troppo alte, con tronchi sottili o
rami troppo disordinati. È necessario guardare soprattutto il tronco e le
radici: le foglie cadono e l'anno successivo si riformano.
Ottenimento
da raccolta in natura
La raccolta in natura è molto problematica: innanzitutto è vietata in
Italia sui terreni demaniali, mentre è permessa sui terreni privati, previo
consenso del proprietario. Un altro grosso problema è costituito dalla scarsa
probabilità di attecchimento delle piante una volta estratte dal terreno. La
raccolta si effettua in autunno o primavera, togliendo una zolla di terra
contenente le radici, si toglie il fittone e si rinvasa nel terreno più adatto
alla specie. Le piante raccolte in natura non vanno lavorate a bonsai per
almeno due anni, proprio per dare tempo alla pianta di attecchire nel nuovo
vaso.
Ottenimento
da pre bonsai
I pre bonsai sono piante coltivate in vivaio, ma pensate da subito per
diventare bonsai: si cura l'ingrossamento del tronco e il formare le radici a
raggiera. Un pre bonsai può essere lavorato praticamente quasi subito, sempre
che non abbia subito un rinvaso. Il rovescio della medaglia è costituito dal
costo, naturalmente più alto rispetto alle piante da vivaio.
Ottenimento
da bonsai già formati
È naturalmente il metodo più veloce, ma non è detto che sia il più semplice:
se si compra un bonsai importante è necessario saperlo mantenere. Il prezzo può
variare da pochi Euro fino a diverse migliaia di Euro. I bonsai economici che
si comprano nei vivai o nei centri commerciali hanno il grosso difetto di avere
un terreno molto argilloso, quindi duro ed impermeabile: è necessario quindi
rinvasare appena possibile: in primavera.
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